Fri 18th August 2017 - 00:40

Percorso interculturale per l’inclusione di immigrati non italofoni

Sommario - Durante l'Anno Scolastico 2014-2015, il CTP di Tropea ha progettato un intervento didattico per circa 350 iscritti stranieri non italofoni, provenienti dai paesi della regione centro-occidentale africana e da quella centro-meridionale asiatica, eterogenei per nazioni di provenienza, estrazione sociale e culturale, sistema linguistico, religione ed età. Sono stati organizzati 4 corsi, in aggiunta al corso istituzionale del CTP, in altrettanti punti di erogazione in comuni presenti sul territorio (Briatico, Zambrone, Drapia e Tropea). Il progetto educativo ha avuto ricadute positive dal punto di vista dell'integrazione culturale e linguistica e in alcuni casi si è anche tradotto in successo scolastico.

1. Premessa

Il presente contributo illustra un esempio di programmazione di strategie che sono state attuate nell'Anno Scolastico 2014-2015 dal CTP (Centro Territoriale Permanente) di Tropea, incardinato presso l'Istituto Comprensivo della stessa città, per far fronte ad un flusso migratorio senza precedenti che ha coinvolto il territorio di competenza dell'istituzione scolastica. Il CTP ha avuto quindi la necessità di progettare un intervento pedagogico e didattico per un consistente numero di corsisti (oltre 350) avendo a disposizione un esiguo numero di docenti (3 docenti di Lettere, 2 di Matematica e scienze, 4 di Lingue comunitarie, 2 di Tecnologia).

2. Accordi di rete per la progettazione degli interventi

Dovendo trovare risposta alle esigenze di un così largo numero di corsisti iscritti, il CTP ha sottoscritto protocolli d'intesa e patti formativi con una serie di istituzioni scolastiche ed enti, finalizzati all'istituzione di sinergie utili al raggiungimento degli obiettivi formativi proposti all'utenza. Nello specifico sono stati sottoscritti accordi con i seguenti soggetti:

  • IS Tropea (Istituto Superiore) per la sottoscrizione di un Patto formativo per i corsisti adolescenti destinatari di un intervento finalizzato all'integrazione culturale e all'apprendimento della lingua italiana e già destinatari di attività didattiche in compresenza con gli studenti coetanei presso sede IPSSAR.
  • Arcipesca di Vibo Valentia per la sottoscrizione di un Patto formativo per i corsisti adulti ospitati nei comuni di Briatico (VV) e di Zambrone.
  • IC di Tropea (Istituto Comprensivo) per corsisti preadolescenti iscritti presso la sede distaccata di Drapia della scuola secondaria di I grado al corso di Licenza media.
  • Cooperazione Sud per l’Europa di Mileto quale referente dei minori frequentanti il corso di Licenza media nel comune di Drapia.
  • Università per stranieri di Perugia per l’accreditamento e l'apertura di un centro di esaminazione e certificazione di lingua italiana a stranieri presso la sede CTP di Tropea.
  • AForE di Tropea  (Associazione per la Formazione Europea) per un protocollo di rete finalizzato alla condivisione di esperienze e di know-how in campo di progettazione di interventi formativi a stranieri e adulti.

3. Elementi qualitativi del progetto didattico

Il CTP ha imperniato la fase di ideazione del proprio progetto educativo e didattico attorno ai seguenti elementi qualitativi:

  • Integrazione con le attività curriculari della scuola.
  • Interventi riferiti a particolari fenomeni di disagio.
  • Interventi specifici per favorire la partecipazione dei referenti dei corsisti e dei responsabili dei corsisti minori alle attività.
  • Azioni con protocolli d’intesa.

Il progetto didattico, divenuto parte integrante del POF (Piano dell’Offerta Formativa) dell’IC di Tropea, istituzione scolastica presso cui era incardinato il CTP durante l'anno scolastico 2014-2015, è stato finalizzato a favorire l’integrazione dei corsisti stranieri con forte svantaggio sociale e un elevato indice di povertà, trattandosi di nullatenenti, per evitare che essi potessero venire a contatto con gli esistenti circuiti con alto tasso di criminalità presenti sul territorio.

Oltre all’obiettivo di accelerare il processo di integrazione, si è mirato altresì ad evitare i disagi giovanili e gli eventuali atti di bullismo che si sarebbero potuti verificare, oltre che altre problematiche dovute al rischio di attriti che sarebbero potuti insorgere tra i corsisti preadolescenti e adolescenti stranieri con gli studenti coetanei italiani o ad altre problematiche legate al forte stress emotivo dovuto alla recente immigrazione.

Trattandosi di immigrati richiedenti asilo, sia per gli adulti e soprattutto nel caso di minori, la scuola si è interfacciata con le associazioni che ne gestivano la permanenza presso le sedi di residenza o ne curavano la consulenza legale in attesa del riconoscimento dello status giuridico richiesto.

La scuola ha coinvolto le associazioni operanti sul territorio che fornivano assistenza ai corsisti immigrati e prestavano opera di consulenza o di rappresentanza presso la Prefettura di Vibo Valentia, oltre che con l’associazione AForE, operante sul territorio cittadino come ente di formazione culturale.

4. Descrizione sintetica delle situazioni di rischio

La presenza di alunni stranieri nell'istituto scolastico, già riconosciuta come fenomeno in continua espansione dovuto all'aumento di famiglie immigrate che si stabiliscono nel territorio, così come la presenza di nomadi, è cresciuta esponenzialmente durante l’anno scolastico 2014-2015 per la presenza di flussi immigratori di richiedenti asilo provenienti dalla regione centro-occidentale dell'Africa e dalla regione centro-meridionale dell'Asia.

Questo progetto si è collocato nell'ottica dell'educazione interculturale e perciò ha considerato le diverse culture di cui erano portatori gli alunni stranieri come risorse positive per i processi di crescita della società e delle persone, in una prospettiva di reciproco arricchimento. Gli stranieri, che fossero preadolescenti, adolescenti o adulti, non sono stati quindi vissuti come un problema da delegare a figure specifiche ma sono stati accolti come risorse e come stimolo per un modo diverso di fare scuola.

Il CTP si è proposto di attuare azioni efficaci attraverso la progettazione di iniziative atte a contrastare, in un’area a rischio e con forte processo immigratorio qual è quella su cui ha operato la scuola, il fenomeno di disagio, cercando di intervenire in maniera incisiva a favore dei corsisti immigrati e agevolando un percorso interculturale – anche avvalendosi delle esperienze presenti sul territorio -, nell’ottica di rendere sempre più inclusiva la scuola. A tal fine il progetto è stato presentato nelle sue varie fasi, durante l'anno scolastico, al Collegio dei docenti e successivmente inserito come attività aggiuntiva nel POF della scuola, oltre che integrato ad altri progetti volti all’inclusione e al contrasto dei fenomeni di disagio.

5. Rilevazione ed esplicitazione dei bisogni

L'azione progettuale del CTP ha avuto lo scopo di favorire l’integrazione degli stranieri all’interno del contesto scolastico, sociale e territoriale, promuovendo un’educazione interculturale fondata su solidarietà e rispetto reciproco.

Il progetto didattico si riferiva a varie fasce d’età, essendo infatti presenti utenti frequentanti un corso di licenza di scuola media (fascia preadolescenziale), frequentanti corsi erogati all’interno di un istituto superiore (fascia adolescenziale), o iscritti al CTP in corsi di alfabetizzazione (adulti).

Per ogni gruppo sono state elaborate delle misure in piena coerenza con il curricolo seguito dai corsisti e in raccordo con le discipline del curricolo. L’attenta analisi dei bisogni, che è partita dalla centralità dei corsisti, garantendo uno sguardo alle necessità relative al rapporto col territorio, ha puntato all’organizzazione di attività coerenti con tali bisogni, ponendo la massima attenzione a quei corsisti di recente immigrazione e non italofoni e, per quanto possibile, alla modalità di apprendimento di ognuno di essi.

Il punto di partenza è stato rappresentato dalla presa di coscienza da parte dell’istituzione scolastica della necessità di farsi carico delle problematiche emergenti dall’inserimento di corsisti stranieri, cui occorreva far fronte non soltanto con interventi mirati e di tipo didattico, al fine di colmare le lacune derivanti dalle differenze linguistiche e culturali, ma soprattutto e parallelamente ponendo in essere, sul piano sociale, azioni di accoglienza e orientamento capaci di rispondere anche a esigenze di inclusione e integrazione.

La scuola ha rappresentato, sotto questo profilo, il banco di prova per una comunità che vuol porsi l'obiettivo di divenire realmente capace di aprirsi alla diversità, per trarre dal confronto motivo di arricchimento e stimolo alla crescita di tutte le sue componenti.

L’azione didattica propria della scuola è risultata, per questo tramite, facilitata e arricchita, in quanto solo in un contesto inclusivo e capace di valorizzare le specificità di ciascun soggetto gli stranieri possono sviluppare un percorso educativo coerente, capace di centrare gli obiettivi di apprendimento.

Ricadute positive si sono ottenute inevitabilmente anche sul complesso degli studenti degli istituti scolastici coinvolti, l'IC Tropea e l'IS Tropea, e della popolazione del territorio, che si sono gradualmente abituati ad aprirsi al confronto e al dialogo interculturale, sviluppando il proprio senso di responsabilità verso i compagni.

6. Obiettivi formativi specifici e trasversali

L'integrazione di questi corsisti è stata quindi un obiettivo prioritario che ha contemplato tre momenti fondamentali: l'accoglienza, l'intervento linguistico ed una specifica attenzione alla dimensione interculturale all'interno delle varie discipline, il tutto nella prospettiva di una continuità didattica fra i due ordini di scuola. A tal fine si è tentato di:

  • Realizzare l'accoglienza secondo criteri individuati.
  • Attuare percorsi sistematici di apprendimento dell'italiano L2.
  • Facilitare lo sviluppo di abilità linguistiche più astratte che permettessero l'accesso agli apprendimenti disciplinari. 
  • Adeguare le programmazioni alle abilità raggiunte dagli stranieri.
  • Valorizzare la lingua e la cultura di origine.
  • Sostenere i processi di trasformazione identitari, relazionali e culturali.
  • Incoraggiare i momenti di socializzazione tra i stranieri e italiani.

7. Risultati attesi

Uno dei principali risultati attesi è stato quello di favorire l’integrazione dei corsisti stranieri con forte svantaggio sociale e un elevato indice di povertà, trattandosi di nullatenenti, per evitare che essi potessero venire a contatto con circuiti con alto tasso di criminalità (visto che i comuni del territorio sono riconosciuti come ad alta densità mafiosa, secondo il rapporto annuale CENSIS) e inoltre che potessero successivamente dover dipendere dai servizi dell’assistenza sociale. Tra gli altri risultati vi è stato quello di integrare con attività mirate l’offerta formativa già erogata dalla scuola attraverso il CTP, con l’auspicio di accelerare il processo di integrazione ed evitare i ritiri dei corsisti adulti o la dispersione scolastica dei corsisti in età scolare (iscritti alla media o frequentanti corsi alle superiori) o disagi giovanili di cui si è già parlato (bullismo e stress dovuto alla recente immigrazione). Si è tentato inoltre di fornire ai corsisti gli strumenti linguistici per poter comunicare in lingua italiana in maniera per lo meno elementare (e, nel caso di corsisti minori, consentire loro un accesso sufficiente all'apprendimento delle varie discipline scolastiche). Altro risultato atteso è stato quello di fornire un aiuto ai corsisti per sviluppare conoscenze, atteggiamenti e abilità importanti per vivere in una società multietnica e multiculturale, creando nell’ambiente di lavoro un clima aperto e positivo.

8. Attività, fasi di realizzazione, tempi e metodologie 

Le attività hanno avuto inizio con l’accoglienza adeguata in termini di tempi, spazi e interventi specifici. Sono stati individuati i bisogni specifici con la realizzazione di progetti finalizzati all’alfabetizzazione linguistica e culturale attraverso lezioni individuali, di gruppo e di classe. Si è partecipato a lavori integrativi nei corsi extra curriculari organizzati dalla scuola per alunni extracomunitari, uno dei quali finanziato con i progetti per le Aree a rischio e forte flusso immigratorio (in linea con l’art. 9 del CCNL del comparto scuola del 16.09.14 e delle CC.MM. n. 779 del 26.11.08 e 5663 del 07.10.14). Sono state poi avviate lezioni di educazione interculturale consistenti anche nell’elaborazione e socializzazione di percorsi attorno a tematiche trasversali alle diverse culture (vita quotidiana, espressione di sé, credenze e concezioni).

Il progetto educativo è stato suddiviso in tre fasi (la II e la III fase sono state svolte contemporaneamente):

  • Fase I. Accoglienza: un docente con il compito di facilitatore ha aiutato i corsisti nella compilazione della modulistica necessaria per la frequenza al corso e ad orientarsi ai servizi sociali presenti sul territorio, ove necessario. Successivamente è stato facilitato l’inserimento graduale nella scuola e nella classe per i corsisti in età scolare e si è strutturato un percorso di conoscenza reciproca e di prima accoglienza. Sono stati previsti anche momenti di conoscenza ed orientamento all’interno degli spazi scolastici e delle attività che vi si svolgono. In questa fase, che è durata circa un mese, si è privilegiato il rapporto con l’insegnante facilitatore (Tutor).
  • Fase II. Alfabetizzazione: sono state organizzate attività di laboratorio di lingua italiana, con la stesura di piani di lavoro individualizzati, per gruppi, e per le classi.
  • Fase III. Educazione interculturale: per i corsisti presenti nelle classi scolastiche, è stato messo a punto un percorso interculturale a cura del team dell’equipe pedagogica di classe, coadiuvata dal Tutor. I docenti hanno previsto l’inserimento di contenuti interculturali nel contesto di tutte le discipline, dalla geografia alla storia, dalla narrativa alle materie tecnico-scientifiche, per finire alle manifestazioni ludiche. I contenuti interculturali sono stati invece inseriti dai docenti nelle attività quotidiane per i corsisti adulti del CTP. 

L’azione didattica prevista dal progetto è stata realizzata dall’istituzione scolastica in orario curriculare ed extracurriculare entro la fine dell'anno scolastico (la I fase dall'inizio delle attività didattiche fino a gennaio 2015; la II e la III fase tra febbraio e maggio 2015).

Per quanto riguarda le linee metodologiche di intervento si è tentato di impostare la didattica in maniera coinvolgente, favorendo un apprendimento per scoperta e sfruttando le potenzialità laboratoriali, basate anche sulle opportunità offerte da metodologie come il peer-education e il peer tutoring, per favorire un ruolo attivo dei corsisti.

Si è fatto largo uso dei laboratori informatici nella sede centrale per i corsisti iscritti in sedi dotate di tali spazi (Tropea e Drapia), della Lavagna interattiva multimediale mobile in quella periferica di Briatico, e della postazione multimediale portatile (Pc dotato di unità di videoproiezione) per gli adulti iscritti al CTP residenti a Zambrone. Si è badato al coinvolgimento dei corsisti con attività ludiche – musicali, li si è impegnati in esercizi linguistici, giochi di identità e di ruolo, situazioni di collaborazione, esercizi per raccontare le proprie storie. Sono stati proiettati film e documentari in lingua e si sono fatte ascoltare tracce audio con rappresentazioni grafiche del contenuto. Sono state sviluppate frequenti conversazioni strutturate e i corsisti sono stati sottoposti a questionari scritti e orali.

Iniziando dal metodo verbale-operativo, grazie anche al rapporto diretto tra gruppi di alunni e docente, si è potuto inoltre integrare l’attività attraverso la ripetizione vocale e non gestuale di frasi, da semplici a complesse, per lo sviluppo della comunicazione. La didattica è stata in parte basata su lezioni frontali, alcune in lingua italiana e alcune favorite dalla mediazione dei docenti di lingue comunitarie (inglese e francese), ed è stata di tipo modulare con riflessione da parte degli alunni sui processi di insegnamento/apprendimento.

9. Risorse professionali 

L'attivazione del progetto illustrato ha prevede l'utilizzazione di insegnanti del centro (Italiano, Storia e Geografia, Matematica e Scienze, Tecnologia, Lingua comunitaria 1, Lingua comunitaria 2). I docenti di lingua, in presenza di anglofoni e francofoni, hanno svolto il ruolo di mediatori. Tutti i docenti, fungendo da collegamento con Enti e Associazioni territoriali, hanno facilitato l'alfabetizzazione e l'apprendimento degli alunni stranieri.

Questo ha richiesto anche il reperimento di fondi utili a remunerare ore aggiuntive ed extracurriculari del personale della scuola (grazie a progetti durante i quali è stato previsto un insegnante coordinatore, un insegnante tutor, tre insegnanti esperti formatori di italiano, due insegnanti esperti formatori di lingue).

L'apprendimento delle metodologie specifiche relative all'insegnamento agli alunni stranieri della lingua italiana come seconda lingua e all'utilizzo di nuove metodologie e strumenti diitali è stata un'esigenza fortemente sentita dal corpo docente. Pertanto è stato prevista la copertura economica di corsi di formazione e aggiornamento professionale destinati ai docenti della scuola: il primo, erogato dall’Università per stranieri di Siena presso il Convitto Filangieri a Vibo Valentia e destinato anche ai colleghi del CTP di Vibo Valentia, relativo all'insegnamento dell'Italiano come L2; il secondo, erogato presso l'IC Tropea, sull'utilizzo degli strumenti digitali utilizzabili con la Lim e sull'insegnamento tramite le nuove metodologie didattiche che ne fanno uso.

Nel corso dell'anno, inoltre, una tirocinante dell'Università per stranieri di Perugia è stata presente durante le lezioni di Italiano, favorendo uno scambio reciproco di competenze con il docente di Lettere al quale erano affidate le lezioni di Italiano come L2. Tale figura è stata poi impiegata per consentire ai corsisti più meritevoli di sostenere l'esame di certificazione agli standard CELI nella sede convenzionata di Tropea presso il CTP.

10. Criteri di verifica e valutazione dell’intervento in riferimento agli alunni

Le modalità di valutazione dei risultati finali in relazione agli obiettivi perseguiti hanno beneficiato dell'uso di una griglia di valutazione che ha contemplato le seguenti situazioni:

  • Sta bene con compagni di corso e docenti.
  • Comunica negli scambi interpersonali.
  • Prende la parola in situazioni diverse.
  • Condivide le regole comuni.
  • Comprende messaggi complessi.
  • Padroneggia le tecniche base della lettura/scrittura.
  • Produce semplici testi chiari, coesi, coerenti.

Come strumenti di verifica del progetto, è stata prevista la stesura, da parte del coordinatore, di una serie di relazioni durante tutto l'arco dell'anno e di una relazione consuntiva, allo scopo di verificare la validità degli interventi stabiliti in sede di programmazione e di realizzare i necessari adeguamenti della stessa. È stato previsto anche il dibattito in sede di Collegio dei Docenti.

11. Azioni di progettualità integrata

Durante tutto l'anno sono stati affrontati problemi e compiti avvertiti come significativi dai corsisti, in relazione al nuovo contesto in cui si sono trovati a vivere e alla propria storia personale. In fase iniziale è stato portato avanti il progetto Accoglienza, realizzato per facilitare l’inserimento degli alunni nelle classi (già attivo per le classi di licenza media del CTP). Sono stati attivati laboratori d’insegnamento della lingua italiana con percorsi didattici personalizzati (già attivi presso la sede IPSSAR dell'IS Tropea) e presso i corsi attivati dal CTP a Briatico. Sono state previste attività integrative facoltative e opzionali: è stato promosso un “Patto educativo territoriale” grazie alla collaborazione dei docenti del CTP e dell'IS di Tropea, riunitisi in un Comitato Tecnico al quale hanno preso parte anche i dirigenti delle rispettive istituzioni scolastiche, per conferire maggiore efficacia al progetto e per porre le basi alla collaborazione con altri soggetti territoriali utili a realizzare una “alleanza educativa” con essi. A tal fine è stata coinvolta, come soggetto operante sul territorio, anche l’associazione AForE di Tropea, impegnata nel settore della formazione.

12. Verifica e valutazione degli esiti e del processo

La valutazione complessiva e finale del progetto ha tenuto conto dei seguenti aspetti:

  • Il confronto, la riflessione, la condivisione, la socializzazione delle esperienze, come momenti di integrazione del piano affettivo/relazionale con quello cognitivo.
  • La scelta della multimedialità, interna alla proposta dei laboratori, come modalità di rappresentazione della realtà attraverso una pluralità di linguaggi, alternativi e complementari a quello verbale e tradizionale, e come comunicabilità dei messaggi.
  • L’impegno della scuola nella direzione dell’educazione interculturale, intesa come ricerca di affinità e valorizzazione delle differenze.

Agli studenti dei corsi di lingua italiana sono stati consegnati degli attestati in cui sono state riportate le ore totali di lezione erogate e le ore complessive seguite dal corsista. 

Per gli studenti più meritevoli sono stati organizzati dei corsi propedeutici al superamento degli esami linguistici di livello A1 e A2 del QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento) per l'apprendimento delle lingue.

Gli studenti che hanno seguito il corso del secondo periodo finalizzato all'esame di Licenza media sono stati ammessi all'esame di Stato.

13. Modalità di documentazione

Massima attenzione è stata data alla documentazione di ogni processo e percorso formativo con l’intento di diffondere e migliorare le azioni positive (e questa relazione ne è un esempio). Il progetto educativo si è rivelato un successo sotto molti punti di vista:

  • ha consentito a 8 dei 15 iscritti al corso di licenza media di superare l'esame di Stato (a tal proposito è importante sottolineare come dei 15 studenti iniziali soltanto 10 fossero rimasti in sede al momento degli esami, mentre gli altri sono stati trasferiti in altri centri di accoglienza).
  • a due gruppi di 8 e 6 corsisti selezionati tra i più meritevoli è stata data l'opportunità di conseguire le certificazioni A1 e A2 del QCER per le lingue presso la sede locale di esami accreditata all'Università per Stranieri di Perugia, istituita ad hoc. Tutti gli studenti sono stati promossi.
  • oltre un centinaio di corsisti, inoltre, al termine del periodo didattico dedicato all'alfabetizzazione linguistica, ha potuto conseguire un attestato del corso seguito, da poter esibire presso le Prefetture a dimostrazione dell'impegno profuso nel tentativo di integrarsi alla comunità di accoglienza, e su richiesta attestati in cui sono stati certificati i progressi linguistici raggiunti.

Dei circa 350 iscritti iniziali, quindi, quasi un terzo ha ricevuto certificazioni spendibili nel nuovo paese di arrivo, che sono state esibite alle Prefetture per certificare la volontà di integrarsi col territorio e per assolvere all'obbligo di frequenza di un corso di lingua, mentre una percentuale vicina all'8% ha ricevuto titoli o certificazioni riconosciute su tutto il territorio europeo (Licenza media o certificazioni CELI A1 e A2). I corsisti rimanenti, purtroppo, non hanno potuto raggiungere tali risultati in quanto sono stati trasferiti nel corso dell'anno scolastico ad altri centri di accoglienza. Ad alcuni, tuttavia, è stata fornita assistenza per l'iscrizione alle istituzioni scolastiche competenti sul territorio (CTP di Vibo Valentia e Scuola Media Garibaldi di Vibo Valentia), per consentire loro di terminare il percorso intrapreso nella nuova sede di arrivo.

Koordinējošā organizācija:
Centro Territoriale Permanente di Tropea
Tēmas:
Jaukta tipa mācīšanās
Sadarbīgā mācīšanās
Mācīšanās analīze
Organizatoriskas pārmaiņas
Projektā balstīta mācīšanās

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